Mastoplastica Additiva a Bari e Lecce
CANDIDATO INDICATO
L’operazione di mastoplastica additiva è indicata in presenza di una ipoplasia mammaria condizionante. Il seno è una parte importante del corpo di una donna, e pertanto scegliere di sottoporsi a questo intervento può rivelarsi importante. Inoltre la mastoplastica additiva è eseguita e consigliata nei processi chirurgici di cambiamento di sesso. Non solo l’assunzione di ormoni ma anche l’inserimento di protesi al seno è un’opzione per un uomo, prossimo al cambiamento della propria vita, che desideri avere un seno femminile.
PRIMA DI UNA MASTOPLASTICA ADDITIVA
Prima di sottoporsi all’operazione è opportuno che il paziente si sottoponga ad una prima visita medica, che incontri il proprio chirurgo il quale necessiterà di una accurata anamnesi per stabilire come intervenire sul seno. Analisi del sangue ed esami strumentali sono infatti necessari prima di un intervento. Inoltre sempre in sede di controllo è importante mostrare alla paziente come si svolgerà l’operazione, quali saranno gli obiettivi finali, le tipologie di protesi disponibili e cosa dovrà aspettarsi durante la fase di degenza.
LE VARIE TIPOLOGIE DI PROTESI PER IL SENO
Per rispondere alle esigenze delle pazienti, il mondo della chirurgia usufruisce di diverse tipologie di protesi per il seno, variabili principalmente per forma oltre che per grandezza.
Si distinguono infatti in:
- Protesi anatomiche, la cui forma di goccia conferisce al seno un aspetto tendente verso il basso come è in natura.
- Protesi tonde dalla forma circolare, con dunque altezza e larghezza di ugual misura. Per loro forma, queste protesi si adattano molto bene a un seno la cui ghiandola mammaria è ben conformata. Il loro inserimento mira a riempire il seno.
Per quanto concerne la grandezza, i cc di una protesi variano a seconda delle richieste delle pazienti in accordo con i consigli del chirurgo. È inoltre importante ricordare che esistono tipologie diverse di protesi anche in relazione al marchio prediletto dal chirurgo.
L’INTERVENTO
L’operazione di mastoplastica additiva è comunemente eseguita in anestesia locale con sedazione e ha durata variabile dai 40 minuti ad 1 ora. Eseguire un intervento in sedazione anestetica assistita, significa evitare di intubare il paziente come tipicamente avviene in caso di anestesia generale, e il recupero post-operatorio varia da persona a persona. Se inoltre, la mastoplastica è eseguita con tecnica smart, la durata dell’intervento in sala operatoria può essere di circa 30 minuti.
L’INSERIMENTO DELLE PROTESI MAMMARIE
Le protesi mammarie vengono inserite a livello sotto-muscolare; questa tecnica prende il nome di dual-plain. Con tale tecnica la protesi sarà coperta sono dal muscolo pettorale che riduce un possibile rigetto e va a coprire la protesi. Altro aspetto di questa tecnica è che la ghiandola mammaria e i dotti galattofori non vengono toccati, e ciò dovrebbe permettere alle pazienti di poter allattare e continuare a fare prevenzione con l’esecuzione di ecografie mammarie e mammografie come prima dell’intervento stesso. Le vie d’accesso più utilizzate sono tre: l’incisione infatti durante l’intervento di mastoplastica additiva può essere effettuato a livello del cavo ascellare, a livello dell’aureola mammaria e a livello del solco sotto mammario. L’accesso chirurgico è necessario per introdurre la protesi mammaria e anche per preparare la nostra “tasca” chirurgica che deve accogliere la protesi. La tasca dovrà essere grande e centrata sotto l’aureola mammaria per ricevere la protesi. Durante la preparazione della tasca saranno chiusi anche tutti i vasi sanguigni per evitare ematomi durante l’operazione. La tecnica a livello ascellare è quello meno utilizzata e ormai abbastanza obsoleta. L’entrata a livello areolare prevede la sezione attorno all’areola ed è quella in cui la cicatrice tende a guarire meglio sfumando sul colore scuro dell’areola stessa. L’accesso a livello sottomammario evita la sezione della ghiandola mammaria e dei dotto galattofori permettendo di raggiungere direttamente la tasca chirurgica sotto la ghiandola stessa.
ALTERNATIVA ALLE PROTESI MAMMARIE
Per l’aumento del proprio seno si ricorre in genere alle protesi mammarie. Per anni si è pensato che un intervento alternativo potesse essere l’iniezione di acido ialuronico. Provato su molte pazienti, è stato in seguito bandito dall’OMS per i rischi sulla salute di queste pazienti. Esso infatti andava a creare calcificazioni pericolose per il tessuto mammario e a simulare delle formazioni simili ad un tumore. Si è passati cosi al lipofilling, cioè andare a riempire la tasca mammaria con del grasso prelevato da altre parti del corpo, pensando che questa specie di “autotrapianto” potesse essere una valida e ben più salutare alternativa. Cosi non è stato; infatti si è subito visto che questo tessuto adiposo era riassorbibile dall’organismo in un tempo non ben precisato. Si tratta dunque di una tecnica che non offre risultati definitivi.
DEGENZA E POST-OPERATORIO
Sempre di più le pazienti affrontano questo intervento anche grazie ad un post-operatorio con dolore ridotto. Non ci saranno medicazione come avveniva solitamente in passato, ma solo due drenaggi da rimuovere 48 ore dopo. Dovranno affrontare, ad esempio, fastidi come indossare una fascia elastica prevista subito dopo la mastoplastica sul reggiseno senza ferretti. Quest’ultima è obbligatoria per le tre settimane successive sia di giorno che di notte e per le 2 settimane a seguire solo di notte in posizione distesa ( questo perché le protesi inserite tenderanno normalmente verso l’alto e la fascia andrà a spingerle verso il basso). Il seno apparirà un poco gonfio ed edematoso ma già dopo qualche giorno potrà iniziare ad avere una compattezza e una forma più definita. Piano piano quindi si andrà a delineare la fisicità concordata con il medico.
RISULTATI
I risultati di un intervento di mastoplastica additiva possono variare da persona a persona. Una volta raggiunta la completa guarigione, le cicatrici tendono ad attenuarsi nel tempo.
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