Mastopessi a Bari e Lecce
La mastopessi è un intervento eseguito a Bari e Lecce dal Dott. Pierfrancesco Bove, studiato per migliorare tonicità e forma dei seni affetti da evidente stato di ptosi tissutale.
PER CHI È INDICATA
L’intervento di mastopessi è indicato in presenza di un seno poco tonico e ormai cadente a causa di un invecchiamento dei tessuti o conseguenziale di una gravidanza o allattamento. Alcuni processi, infatti, fisiologici, possono compromettere l’aspetto di un seno, determinando una netta riduzione della sua tonicità e compattezza che determinano una loro caduta verso il basso. L’intervento mira a risollevare i seni e riposizionarli, migliorandone la tonicità. Non a caso, la mastopessi è anche nota come lifting del seno.
LE CICATRICI DELL’INTERVENTO
Preoccupazione di molte donne, intenzionate a sottoporsi all’intervento è la presenza futura di esiti cicatriziali intorno al seno evidenti anche a distanza di mesi dalla mastopessi. Contrariamente ad una mastoplastica, l’operazione prevede infatti un numero maggiore di incisioni e quindi di successive suture. Diverse possono essere le incisioni previste in fase operatoria: solo periareolare, verticale e ad ancora o a T rovesciata. A tal proposito, è importante precisare quanto l’intervento di mastopessi possa rivelarsi utile ai fini estetici in presenza di seni poco tonici e cadenti. Inoltre c’è da aggiungere che le cicatrici, col tempo, saranno quasi impercettibili e qualora risultassero ancora evidenti a distanza di mesi, potranno essere trattate con efficaci trattamenti laser.
In caso di associazione al lifting mammario di inserimento di protesi, si corda però che le cicatrici potrebbero generare qualche evidente problema. Pur consentendo un ulteriore “risollevamento” dei seni, le protesi, se di volume impropriamente elevato, potrebbero causare danni al tessuto cutaneo, generando un’espansione tissutale e quindi una tensione innaturale delle cicatrici.
La scelta delle protesi anatomiche dovrebbe per questo limitarsi solo a casi selezionati per i quali non si prevedono conseguenze negative sugli esiti cicatriziali.
MASTOPESSI E MASTOPLASTICA ADDITIVA
E’ durante la visita pre-operatoria che la paziente capirà a quale intervento potrà essere sottoposta, se una mastoplastica semplice, se ad una mastopessi soltanto o se ad una mastopessi con mastoplastica. Questo dipende dalla caduta del seno e non solo dalle sue dimensioni. La paziente di fronte allo specchio o al chirurgo solleverà le braccia e se il seno rimarrà basso allora ci sarà bisogno di una mastopessi, se invece il seno salirà allora potrà essere necessaria anche solo una mastoplastica. La mastopessi secondo Benelli consiste in una cicatrice attorno all’areola. In alcuni casi però, sopratutto quando il seno risulta particolarmente cadente, con avanzato stato di ptosi tissutale, il chirurgo deve procedre ad effettuare una incisione in verticale più aggiunta di protesi tonde. Inserire Protesi a goccia potrebbe infatti nel tempo modificare negativamente la forma del seno, facendo risalire troppo verso l’alto il capezzolo e quindi dando al seno un aspetto innaturale. Infine si ricorda la tecnica più estesa di incisioni a T rovesciata che consta in un tagli verticale e uno sottomammario orizzontale. Anche in questo caso è importante la scelta della protesi da utilizzare; tuttavia il chirurgo può scegliere di creare una vera e propria autoprotesi con il tessuto mammario che sarà utilizzato per risollevare la mammella senza ricorrere dunque all’impianto di silicone.
MASTOPESSI E PROTESI AL SENO
Non sempre quando si ricorre ad un intervento di mastopessi si procede all’inserimento di protesi in silicone. La scelta di utilizzare l’impianto si limita infatti ai casi in cui a causa dell’atrofia sia ghiandolare che adiposa del seno, questo risulta oltre che cadente anche particolarmente “vuoto”. L’utilizzo delle protesi in accordo alle tecniche di mastopessi può contribuire a migliorare volume e tonicità del seno e pertanto in questi casi fondamentale è la visita pre-operatoria. Conta tantissimo stabilire con il chirurgo la tipologia di protesi da inserire, in quanto se troppo grande porterebbe, oltre ad un risultato innaturale oltre che a problemi sul piano estetico per quanto concerne le cicatrici che potrebbero essere troppo in tensione. Inoltre potrebbe causare nuovi problemi di tonicità del seno che con il tempo, per il peso delle protesi, potrebbe nuovamente ricadere in una ptosi. La giusta scelta del volume dell’impianto e della tecnica di mastopessi da utilizzare sono i 2 parametri principali da valutare con l’obiettivo di un aspetto armonico.
L’INTERVENTO
La mastopessi avviene in day-hospital. La paziente è sottoposta ad una sedazione per ridurre i rischi e i fastidi dell’anestesia totale e dell’intubazione. L’intervento durerà circa 2 ore e la paziente sarà già sottoposta ad un ciclo di antidolorifici endovena che poi continueranno con farmaci per via orale una volta tornata a casa nello stesso pomeriggio dell’intervento.
LA DEGENZA
La paziente subito dopo l’intervento noterà la presenza di un intenso gonfiore e il seno apparirà molto sporgente a livello del polo superiore e i capezzoli tenderanno verso terra; solo dopo alcuni giorni quest’edema diminuirà e apparirà piena anche la parte inferiore della mammella. Lungo le cicatrici saranno applicati dei cerottini chirurgici per 3 settimane ma che essendo impermeabili all’acqua permetteranno alla paziente già di iniziare a fare la doccia dopo pochi giorni dall’intervento.
LA GESTIONE POST-OPERATORIA
La paziente sarà seguita per almeno 1 anno dopo l’intervento perché insieme al chirurgo bisognerà gestire le cicatrici sulle mammelle. Esse possono all’inizio presentarsi leggermente increspate, per questo è bene subito applicare creme cicatrizzanti, poi anticheloidee e in ultimo fare dei vigorosi massaggi su di esse. I punti chirurgici di solito sono riassorbibili, altrimenti saranno tolti dal chirurgo circa 2 settimane dopo l’operazione. Dopo mesi dall’intervento la paziente potrà osservare un cambiamento nell’aspetto del seno.
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