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L’otoplastica ricostruttiva: quando ricorrere all’intervento?

Un intervento di otoplastica può rivelarsi particolarmente utile non solo per la correzione delle ormai ben note e comuni orecchie a sventola. In pochi sanno che questa procedura chirurgica rappresenta una grande soluzione anche per rimediare a difetti estetici del padiglione auricolare dovuti a traumi o incidenti.

In questi casi si parla di otoplastica ricostruttiva. Per darvi chiare informazioni su quando effettivamente questo intervento sia indicato e come si esegue, a risponderci ad alcune domande è il Dottor Bove Pierfrancesco, medico e chirurgo plastico, noto anche per la sua presenza in molti salotti televisivi.

Dott. Bove, in cosa consiste un intervento di otoplastica ricostruttiva?
Un’otoplastica ricostruttiva, come indica il termine stesso, mira ad una ricostruzione auricolare post-traumatica o anche ad una riduzione dell’orecchio stesso. Tratandosi di un intervento di ricostruzione delle strutture auricolari, è importante che il paziente consideri la possibilità di cicatrici eventualmente evidenti poste sulla porzione anteriore delle orecchie.

E in che casi si esegue?
L’operazione può rivelarsi utile in presenza di una deformità come “l’orecchio a cavolfiore”, tipico dei giocatori di rugby in quanto risultato di un continuo frazionamento delle orecchie nelle mischie di gioco che genera un’infiammazione cronica del pericondrio. Ciò che comporta è la formazione di tessuto esuberante che mima per l’appunto la forma di un cavolfiore. In altri casi inoltre l’intervento ricostruttivo può mirare alla correzione del lobo dalla forma innaturale a causa dell’utilizzo di orecchini pesanti o dilatatori. Spesso infatti generano dei veri e propri danni estetici dei lobi, tagliandoli per netto o compromettendone ampiezza e lunghezza. In casi più rari, la ricostruzione dell’orecchio si rivolge alla sua riduzione, con possibilità di ripristinare la struttura dell’antelice in grado a volte di contribuire a ridurre l’evidenza dell’aspetto ad ansa.

Queste operazioni ricostruttive si eseguono in anestesia generale?
Per l’otoplastica ricostruttiva si opta in generale per una anestesia locale con sedazione per esvitare postumi pesanti dopo l’intervento.

Per altre informazioni sull’intervento di otoplastica ricostruttiva a Bari e Lecce potete rivolgervi al Dott. Bove.

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Autore: Dr. Pierfrancesco Bove

Sono il Dr. Pierfrancesco Bove, laureato in Medicina e Chirurgia ed abilitato alla professione medica presso la Seconda Università degli Studi di Napoli con il massimo dei voti.

                    

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