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Come correggere le orecchie con una otoplastica ricostruttiva

Solitamente quando si parla di otoplastica, si pensa all’intervento estetico per la correzione delle tanto comuni orecchie ad ansa o nel gergo “a sventola”. Questo perchè nella maggioranza dei casi, chi richiede questa operazione presenta solitamente la spiccata sporgenza del padiglione auricolare, difficile da coprire spesso anche con i capelli. Sono infatti più di 4 milioni i pazienti tra adulti e bambini che ricorrono ogni anno all’otoplastica correttiva per le orecchie a sventola, ma è bene ricordare che questo intervento è utile in realtà anche per la correzione di ulteriori difetti della struttura auricolare.

L’otoplastica, in questi casi, assume il nome di ricostruttiva e mira propriamente al ripristino dell’estetica delle orecchie caratterizzate da dismorfie più o meno particolari.
L’operazione infatti può anche rivolgersi alle ricostruzioni auricolari post-traumatiche come le note “orecchie a cavolfiore” tipiche dei giocatori di rugby. 

Si tratta di una deformità della struttura dell’orecchio dettata dal loro frequente frazionamento nelle mischie di gioco con consequenziale sviluppo di una pericondrite che genera la comparsa di tessuto esuberante. In altri casi l’intervento può prevedere la correzione del lobo; l’utilizzo di orecchini pesanti o dilatatori possono tagliare per netto o modificare l’ampiezza del lobo stesso. La ricostruzione dell’orecchio può inoltre rivolgersi alla sua riduzione, con possibile ricreazione dell’antelice che può contribuire a ridurre l’evidenza dell’aspetto ad ansa.

Per la correzione di alcuni di questi difetti delle orecchie, l’otoplastica può tranquillamente essere condotta in sede ambulatoriale, come nel caso della correzione dei lobi o la rimozione di neoformazioni di piccola entità. Tuttavia in presenza di dismorfie più particolari e per le stesse orecchie a sventola, si preferisce la sala operatoria con paziente sotto anestesia locale con sedazione o totale se si tratta di minorenni. Ovviamente, le tecniche operatorie differiscono in relazione al problema estetica dell’orecchio.

Le procedure di otoplastica ricostruttiva del lobo, prevedono invece la riparazione con chiusura o eliminazione delle parti lacerate o allungate. In presenza di neoformazioni sulle orecchie si provvederà alla loro rimozione con successiva ricostruzione della loro struttura se necessaria.

Per ulteriori informazioni sull’intervento di otoplastica ricostruttiva a Bari e Lecce potrete rivolgervi al noto chirurgo plastico, il Dott. Bove Pierfrancesco.

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Autore: Dr. Pierfrancesco Bove

Sono il Dr. Pierfrancesco Bove, laureato in Medicina e Chirurgia ed abilitato alla professione medica presso la Seconda Università degli Studi di Napoli con il massimo dei voti.

                    

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